Pensiero e Azione - Studio di Mediazione familiare, pedagogia e orientamento

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Pensiero e Azione

Arezzo, lì 31/03/2019

Avremmo potuto scrivere il titolo del presente articolo anche in questo modo: il pensiero è azione. Nel corso dei tempi si è sempre tentato di mettere i pensatori, chiamati -- tutt'altro che con buone intenzioni -- intellettuali, in una categoria a parte, ai margini di una civiltà (altra) che invece è intenta a correre,  produrre,  spendere,  consumare,  godere. Oggi come non mai sembra che pensare sia considerato "demodé".

Eppure, anche nell'allacciarsi le scarpe, c'è pensiero. Nel muovere i passi, anche i primi passi, c'è sempre pensiero. Niente di istintuale. Non esiste niente di più formativo che il proprio pensiero. Il bambino, ci torniamo spesso, si forma, -- nei primi anni in maniera eccezionale --  proprio attraverso i propri pensieri/atti/movimenti. Ogni azione che intraprende è perché ci pensa. Certo. A volte andrà aiutato, dal momento che mette tutto in bocca, intento come è ad assaggiare per sapere se una cosa è buona oppure cattiva. Se cade e si fa male, la prossima volta ci penserà e cercherà di evitare quella situazione contraria al proprio principio di piacere. Ah, lo facessero gli adulti, di pensarci prima di mettere sé stessi e gli altri nei guai, spesso reiteratamente, senza (ri)pensarci, appunto.

Il primo errore di pensiero, il primo inganno, è quando ci faranno credere che i nostri genitori siano infallibili, perfetti, senza ri-pensamenti, fatti così o colà. Molti adulti crederanno a tale menzogna talmente tanto da non vedere più la realtà (o a fuggirla).  Anche per tutta la vita. A loro volta non saranno più in grado di rileggere la propria storia, i propri errori, né di correggerli. "Non ci penso !!"; "Non ci voglio pensare !!"; "Non sta a me !!"; "Vado avanti", anche se è così evidente che le cose non vanno. Molti preferirebbero dare e perdere la vita che ri-pensarci. Ah, accade. Accade spesso.

Faremmo bene a non fidarci de " i senza pensiero", anche se oggi è divenuto uno slogan diffuso:  "Stai senza pensieri !!".  E' in realtà un malaugurio, dei peggiori.

Uno degli attacchi più pericolosi è quando ci dicono: "Non preoccuparti, a te ci penso io. Penso a tutto io". Non siamo lontani dal delirio, nel tal caso di onnipotenza (molti dei nostri politici, ad esempio, delirano quando dicono che vogliono salvare l'Italia. La questione poi sta su quanto ci credano davvero, in quello che affermano). Ci sono persone che hanno avuto bruschi e traumatici risvegli, nel credere a dichiarazioni del genere.

Un padre e una madre -- non più partners -- si sostituiranno alle decisioni e ai pensieri del figlio, sventolando lo slogan "lo faccio per il tuo bene". Il problema è semmai da un'altra parte. Ovvero sul perché un figlio o una figlia non sappia più qual è il proprio bene, la propria soddisfazione,  la propria strada, ciò che vuole e desidera. Su questi disorientamenti, semmai,  ci si può sempre lavorare. C'è da preoccuparsi a nostro avviso solo di quando un soggetto abbia  perso il proprio principio di piacere, e getti alle ortiche la propria vita. Lacan affermava, molto correttamente, che l'unica colpa è cedere sul proprio desiderio. Pensiamo invece a quanto,  "La Colpa" (la scriviamo con la maiuscola per questioni deliranti) --  condita e servitaci nel piatto e con tutte le salse --  non abbia mai imboccato la strada giusta, e non abbia mai dato pace all'essere umano. Il desiderio dà pace. La non-pace è sempre dentro e nella cultura dell'insoddisfazione (essere perennemente insoddisfatti, scontenti, mai paghi è un altro modo di vivere  non solo oggi così diffuso, ma incentivato, pubblicizzato, imposto).

La cultura promuove l'insoddisfazione. Perché solo un essere insoddisfatto, consuma, gode, e rigorosamente "senza pensieri".

Maurizio Forzoni

© Dott. Maurizio Forzoni    




Maurizio Forzoni (info@maurizioforzoni.it/347.8392440), pedagogista e orientatore esistenziale, attualmente svolge attività di pedagogista,  orientamento esistenziale e formativo nelle relazioni d'aiuto in ambito familiare, soggettivo, scolastico, all'interno del Centro Formativo, didattico-pedagogico, di orientamento e ricerca UniSocrates di Arezzo, città nella quale vive. E' formatore della didattica innovativa iscritto al Registro Internazionale I.E.T, è iscritto al Registro Nazionale Orientatori presso l'Associazione Nazionale Orientatori – Roma, ed è formatore e supervisore autorizzato Eipass – European Informatics Passport. Ha scritto articoli e seminari, tra cui: "Dall'Ideale alla relazione", "Fare il bene fa bene? Analisi dei rapporti parassitari", "Questione d'etica", "Prendersi cura dell'altro nell'era contemporanea", "Il capitale del soggetto", "Il partner e la formazione analitica", "Il soggetto dell'inconscio", "La paura del vero", "Sulla formazione dello psicoanalista", "La psicoanalisi dal divano all'aula di tribunale:psico-appropriazioni indebite", "In genere l'incontro è speciale", "Dall'Ideale alla Relazione", "Pensiero e azione dell'insegnante come imprenditore a scuola" (intervento al corso di formazione accreditato MIUR e organizzato dal Laboratorio di Formazione e Lettura psicoanalitica di Torino, dal titolo "Scuola alla prova dell'appuntamento -- Facilitare i rapporti a scuola")




























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