Indebitarsi non è un evento naturale - Pensieri in movimento -- Maurizio Forzoni

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INDEBITARSI NON E' EVENTO NATURALE

Arezzo, lì 16/03/2018

Indebitarsi non è evento naturale, non è insito nel destino dell'umanità. Si tratta, contrariamente, di qualcosa d'indotto da chi con il denaro ne guadagna dell'altro. Connaturato all'uomo, invece, è lavorare con piacere,  e con i frutti soddisfare bisogni, desideri e guadagnarsi da "vivere".

Il problema, a mio avviso, è che la produzione di denaro e quindi d'indebitamento non va di pari passo con la capacità umana di produrre ricchezza attraverso la propria forza lavoro. La grande offerta di beni di consumo è eccessivamente e patologicamente superiore alla reale necessità di chi acquista. In parole povere esiste un'offerta di beni di consumo eccessivamente superiore a quanto la gente ne richieda per soddisfare i propri bisogni. Questi beni in eccesso, però, devono trovare spazio di acquisto e, pertanto, mancando il denaro reale nelle tasche delle persone per poter essere venduti, occorre creare circoli viziosi d'indebitamento attraverso i quali i consumatori possano spendere denaro che in realtà non possiedono e che, in moltissimi casi, non riusciranno nemmeno a restituire. Sembra strano questo? Le statistiche danno tristemente ragione: sono in aumento gli insoluti, le insolvenze, gli arretrati delle rate dei mutui e le aste giudiziarie. Migliaia di famiglie che, a causa dei debiti contratti, si troveranno senza casa.

Quali sono i sintomi che possano far pensare ad una famiglia o ad un'impresa di essere sovra- indebitata, a rischio di usura o di collasso finanziario? Ci sono dei campanelli di allarme molto comuni: difficoltà di pagare le rate e le scadenze; rate frequentemente insolute; aprire continuamente nuovi finanziamenti per chiuderne altri; essere costretti, sotto la pressione di funzionari bancari, a stipulare mutui di copertura di vecchie posizioni debitorie; avere l'impressione di pagare interessi altissimi; sentire di rischiare di perdere il controllo della propria situazione economica; rincorrere continuamente gli assegni e le scadenze; pressioni telefoniche, minacce verbali e richieste insistenti delle rate scadute. Tutte situazioni, queste, che fanno pensare che qualcosa non stia andando per il verso giusto. L'impresa (e la famiglia) rischia di non farcela più, e di conseguenza gl'imprenditori, in quasi tutti i casi garanti delle proprie posizioni debitorie, stanno mettendo a serio repentaglio i propri beni personali, frutti del lavoro di una vita. La stessa cosa può dirsi anche per il nucleo familiare sovra indebitato. In questi casi, addirittura, assieme ai propri beni, sono a rischio la serenità e solidità familiare. Non sono situazioni, queste, da poco.

Non tutti sanno che la legge consente a chi denuncia, ad esempio reati di usura, la possibilità di sospendere tutti i pagamenti, le rate dei mutui, le eventuali esecuzioni immobiliari, fallimentari, le vendite dei beni all'asta, ecc. In tali casi è previsto, altresì, l'accesso al fondo di solidarietà per le vittime di usura ed estorsione, ovvero la richiesta di un mutuo a tasso zero. Sono strumenti importanti che lo Stato mette a disposizione del cittadino per risolvere tali situazioni delicate.

Sempre recentemente è entrato in vigore un nuovo decreto legge per risolvere le situazioni di crisi da sovra indebitamento. È, infatti, possibile, con l'ausilio delle camere di commercio, o di associazioni abilitate, raggiungere un accordo con i creditori. Tale strumento, avente la stessa portata del concordato preventivo già in uso per le imprese, può essere utilizzato da famiglie che si trovino in una situazione d'indebitamento. E' un modo di prevenzione dei dissesti finanziari e di tutte le conseguenze sociali, patrimoniali ed emotive che questi eventi portano dietro di sé.

Non è un mistero che oramai sempre più famiglie, persone ed imprese non si fidano più delle banche e del loro sistema. Non è colpa delle persone che sono diventate improvvisamente diffidenti, ma è conseguenza diretta delle infrazioni e irregolarità che banche e finanziarie hanno fatto (e continuano a fare) non adeguandosi a Leggi vigenti nel nostro ordinamento democratico. Le sentenze che condannano le banche a restituire le somme indebitamente percepite a danno d'imprese e consumatori sono oramai tantissime in tutta Italia. Tantissimi, sicuramente troppi, sono i procedimenti penali in corso per usura bancaria. A questo proposito non tutti sanno che presso le prefetture sono stati istituiti degli osservatori per controllare i rapporti tra banche, imprese e famiglie. Presso le prefetture, quindi, è possibile avanzare reclami formali nel caso si subiscano vessazioni o abusi dalla propria banca.

Possiamo dire che la problematica è oramai attuale e sentita, non si può far finta di niente. Moltissime sono le imprese che, purtroppo, si trovano in queste situazioni di difficoltà finanziaria, tantissime sono le famiglie che hanno problemi per arrivare alla fine del mese. Essendo una situazione generale e generalizzata esistono una serie di strumenti per uscirne. Occorre conoscere le normative per far si che siano realmente applicate, perché, esperienza alla mano, molte sono le resistenze sociali, di costume, di prassi e di consuetudini consolidate, affinché queste strumenti non vengano conosciuti e utilizzati, lasciando, ahinoi, imprese e famiglie in balia di se stesse. C'è il rischio concreto di censurare alternative (o soluzioni) diverse da sicuri fallimenti e perdite patrimoniali consistenti. La nostra esperienza associativa e professionale ci dice che questa non è l'unica strada. La tendenza contemporanea, tramutata in norme imperative vigenti nel nostro ordinamento, è quella di tentare di salvare le aziende. Perché se muore un'azienda, con essa perderanno il lavoro i dipendenti e le loro rispettive famiglie. Ogni azienda che perdiamo è un lutto con cui il soggetto dovrà fare i propri conti. Ma un po' ne faranno i conti anche tutte le persone che con quell'impresa hanno vissuto e nella quale hanno sperato e desiderato. Occorre rendersene conto, di questo. Sono eventi che riguardano tutti noi. Queste distruzioni creano angoscia ed incertezza. Nessuno ne trae vantaggio, salvo coloro che nelle disgrazie del prossimo lucrano e speculano.

C'è sempre una possibilità, occorre saperla riconoscere, desiderare e saper cogliere.

E' possibile uscire dalla morsa del debito attraverso ristrutturazioni aziendali e soggettive, facendo leva anche sulla normativa vigente. Informarsi è facile.



© (2006-2019) -Dott. Maurizio Forzoni

Maurizio Forzoni (info@maurizioforzoni.it/347.8392440), pedagogista e orientatore esistenziale, attualmente svolge attività di pedagogista,  orientamento esistenziale e formativo nelle relazioni d'aiuto in ambito familiare, soggettivo, scolastico, all'interno del Centro Formativo, didattico-pedagogico, di orientamento e ricerca UniSocrates di Arezzo, città nella quale vive. E' formatore della didattica innovativa iscritto al Registro Internazionale I.E.T, è iscritto al Registro Nazionale Orientatori presso l'Associazione Nazionale Orientatori – Roma, ed è formatore e supervisore autorizzato Eipass – European Informatics Passport. Ha scritto articoli e seminari, tra cui: "Dall'Ideale alla relazione", "Fare il bene fa bene? Analisi dei rapporti parassitari", "Questione d'etica", "Prendersi cura dell'altro nell'era contemporanea", "Il capitale del soggetto", "Il partner e la formazione analitica", "Il soggetto dell'inconscio", "La paura del vero", "Sulla formazione dello psicoanalista", "La psicoanalisi dal divano all'aula di tribunale:psico-appropriazioni indebite", "In genere l'incontro è speciale", "Dall'Ideale alla Relazione", "Pensiero e azione dell'insegnante come imprenditore a scuola" (intervento al corso di formazione accreditato MIUR e organizzato dal Laboratorio di Formazione e Lettura psicoanalitica di Torino, dal titolo "Scuola alla prova dell'appuntamento -- Facilitare i rapporti a scuola")



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