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Circolo Psicanalitico
Sono aperte le Iscrizioni al Circolo di Lettura Psicoanalitica che si svolgerà ogni Giovedì dalle ore 18:00 alle ore 20:00, con cadenza quindicinale, presso il Circolo Amici di Freud e del Pensiero Analitico, in Arezzo, Via Erbosa n. 21.
L'Iscrizione è aperta a tutti coloro che abbiano, a vario titolo, interesse per la psicoanalisi e l'inconscio, da Freud al nostro tempo.
Per informazioni e/o per fissare il primo appuntamento conoscitivo, contattare la segreteria al n. 347.8392440 oppure info@maurizioforzoni.it
E' possibile iscriversi in qualsiasi periodo dell'anno, dal momento che, nella sala di lettura, si entra in Circolo: qualsiasi momento è quello giusto, in quanto è il proprio, e non-un-altro.
Le letture si svolgeranno ponendosi in Circolo, senza vertici, gerarchie, tantomeno posti in cattedra.
Il Circolo di Lettura comincerà Giovedì 21/10/2010 alle ore 18:00.
"Il numero degli uomini che accettano la civiltà da ipocriti è infinitamente superiore a quello degli uomini veramente civili." - Sigmund Freud.
"L'uomo energico, l'uomo di successo, è colui che riesce, a forza di lavoro, a trasformare in realtà le sue fantasie di desiderio." Sigmund Freud.
"Il professionismo è l'ultima maschera assunta dalla resistenza alla psicoanalisi, e la più pericolosa di tutte". Lettera di S.Freud a S.Ferenczi, 27 aprile 1929.
"La mia vita è la psicoanalisi" - Sigmund Freud.
"Non siamo mai così privi di difese, come nel momento in cui amiamo." Sigmund Freud.
"Ove l'uomo primitivo ha posto un tabù, là egli teme un pericolo, ed è indiscutibile che in tutti questi obblighi da evitarsi si esprima un timore aprioristico di fronte alle donne. Forse questo timore è basato sul fatto che la donna è altra dall'uomo, eternamente incomprensibile e piena di misteri, strana e per questo appare ostile". - Freud, contributi alla psicologia della vita amorosa (1910-1917.
"[...]l'altro come tale[...] lo scriveremo, se vi garba, con un'A maiuscola. Perché con un'A maiuscola? Per una ragione indubbiamente delirante, come ogni volta che si è obbligati ad apportare dei segni supplementari a ciò che ci dà il linguaggio. Questa ragione delirante è qui la seguente. Tu sei la mia donna - dopo tutto che ne sapete? Tu sei il mio maestro - in effetti, ne siete così sicuri? Ciò che precisamente costituisce il valore fondante di queste parole, è ciò cui si mira nel messaggio, [...], è il fatto che l'altro è lì in quanto altro Assoluto. Assoluto, cioè è riconosciuto, ma non è conosciuto." Jacques Lacan.
“Il dono apre il mondo della relazione d’amore, ciò che viene domandato non è nient’altro che un segno d’amore, il segno d’amore più grande è il donare all’altro ciò che non si ha: ciò che costituisce la relazione d’amore è che il dono sia dato per Niente. Dietro a quello che il soggetto dona c’è tutto ciò che gli manca, il sacrificio che fa il soggetto va al di la di quello che ha.”(Jacques Lacan, 1957).
"Je considère que cette façon de manipuler la vérité comme valeur c’est le propre même de la conjecture, c’est transposer la vérité sur le plan de la conjecture". Jacques Lacan à Milan (1973).
"Una vera femminilità, ha sempre un pò una dimensione di alibi. Le vere donne, c'è sempre qualcosa di un pò smarrito". Jacques Lacan, Il Seminario, Libro V.
"Quando l'essere amato va troppo lontano nel tradimento di se stesso e persevera nell'inganno di sé, l'amore non lo segue più." Jacques Lacan.
"L'inconscio è esattamente l'ipotesi che non si sogna solo quando si dorme" - Jacques Lacan.
“Il punto più alto di <<consapevolezza>> consiste nel riconoscere di essere inevitabilmente esposti all’inconscio, (....), al tempo stesso, di non essere capaci di tollerare ciò, se non di rado e solo per qualche istante”. –Aldo Rescio.
"C’è qualcosa che funziona probabilmente da lunghissimo tempo, anche da molto prima della psicanalisi, come una specie di pendolo, un’oscillazione, qualcosa che fa ondeggiare gli esseri umani per un verso rispetto ad un pensiero che sia critico, ovvero un’interrogazione autentica intorno a se stessi, ma per altro verso alla negazione di questa possibilità. E’ un pendolo, dicevo, la cui azione o il cui movimento ha creato innumerevoli strutture di sapere e di misconoscimento del sapere. E’ la domanda che percorre da sempre l’atteggiamento dell’essere umano in rapporto a se stesso, riducibile a questi termini: «sono in grado o no, riesco a tollerare o no, un’interrogazione autentica, un esporsi autentico»?" Lorenzo Zino.
"Tutto comincia dalle strane domande che un essere appena nato si fa intorno al suo dovere inevitabile: svilupparsi. Gettato dentro la vita come fosse in un libro, egli ne sfoglia le pagine, gli eventi, le voci di un indice incerto e insieme affascinante. Chi è l'Altro? Cos'è l'Angoscia, e l'Identità e un Padre? Le voci che gli arrivano e che lui scruta senza sosta si presentano in molteplici modi, talvolta perentorie, altre nella tenerezza di un soffio, la più dura nell'urlo di Munch. Ma tutte, quale più e quale meno, incessantemente gli chiedono la stessa cosa: che vuol dire svilupparsi? ( Alberto Zino).
"Ma cosa c’entra la storia con il fatto che ho avuto una giornata pesante?
C’entra tantissimo: talmente tanto che si spendono enormi energie per tenere sepolta la propria storia: Freud le ha chiamate rimozioni. Usare il linguaggio a vanvera, con teorie che presuppongano qualcosa, significa abbandonarsi al prestare fede, che sarà anche più sbrigativo che capire, ma toglie al soggetto la possibilità di essere vivo e determinante.
Nota tecnica: da tener presente che chiunque dica qualsiasi cosa la dice sempre perché ha una sua ragione, foss’anche la più strampalata. E’ grazie a questo convincimento che Freud è riuscito a scoprire la psicoanalisi". Giancarlo Gramaglia.
"Ma io ci sono? Cercati". Giancarlo Gramaglia.
"Il rapporto può diventare benevolo e di pace a mano a mano che ci si conosce e ci si parla e quindi si torna ogni uno ad insegnare e ad invitare all'importanza del contributo energetico per l'appunto, di ogni uno, per il benessere di uno stare insieme, che diventa uni-verso." Flavia Giacometti
“La scoperta di Freud forse consta proprio nel fatto che la psicanalisi è un atto di scoperta e una scoperta in atto, non nel senso del compiuto, semmai del rilancio”. (Maurizio Forzoni).
<< L'"Io" è una corteccia che vuole essere Padrone di un territorio che, in realtà, non gli appartiene.>> Maurizio Forzoni.
<<E' la differenza che fa la differenza.. sembra un gioco di parole, ma non lo è..... e nemmeno è un "para-dosso". >>Maurizio Forzoni.
"Lacan, a suo tempo, non mancò di dire: “Moi, Je suis Freudien”. Le rotture epistemologiche verificatisi in questi anni intorno a certa Psicanalisi, alle Psicoterapie, sembrano portare lontano da ciò che, in definitiva, è effetto di rimozione significante. L’atto mancato della Psicanalisi, che come tutti gli atti mancati è l’atto meglio riuscito, è dell’ordine del voler stare, a tutti i costi, dentro vincoli ed Istituzioni.L’unico atto che conta in Psicanalisi è quello di Parola. Solo da questo luogo è possibile interrogarsi “ancora” su chi eserciti la Psicanalisi a vario titolo: “filosofico, letterario, linguistico, culturale, formativo, analitico”. Maurizio Forzoni.
"Il Capitale, l'unico Capitale su cui davvero vale la pena investire, è il proprio, quello che ci appartiene in quanto soggetti, esseri parlanti e pensanti. Forse è giunto il momento, in tempi di crisi di cui tutti discorrono, di valutare e rivalutare l'altra economia, che non è da confondersi con quella finanziaria, monetaria e di mercato. Essa è localizzata in un altrove, e appartiene a ciasc-uno per Diritto di
Natura." Maurizio Forzoni.
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